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A TU PER TU CON PAPA FRANCESCO

L’udienza privata presso Casa Santa Marta organizzata dal pastore Traettino

Mercoledì 16 marzo 2022, presso Casa Santa Marta, ho incontrato in udienza privata Papa Francesco. L’incontro è stato organizzato dal pastore Giovanni Traettino, amico del Papa.
L’amicizia tra questi due leader ha promosso in questi anni un dialogo tra la comunità cattolica e quella evangelica, che per livelli e intensità, non ha precedenti nella storia del mondo Cristiano. Non era mai accaduto che un Papa avesse questi rapporti così continuativi con dei rappresentanti del mondo evangelico.

L’incontro, durato oltre due ore, non ha avuto una dimensione pubblica. Per tale motivo potrò semplicemente condividere alcune riflessioni riguardo il motivo per cui ho partecipato a questo incontro e ciò che ho vissuto, in riferimento ad alcuni passaggi per me significativi.

Ad un certo punto del meeting ho l’occasione di intervenire e porre una domanda al Papa. Mi alzo e raggiungo il microfono. Chi mi conosce sa che io non ho remore nel parlare, e non mi faccio certo intimidire da un microfono. Per la verità non era previsto un mio intervento, eppure ho sentito forte dentro di me l’impeto di alzarmi e fare una domanda. Un vero e proprio sussulto, perché in pochi secondi mi passano per la mente le mille domande che vorrei porre al Papa. Magari un giorno avrò occasione di intervistarlo – chissà – ma per ora ho solo una domanda a disposizione. Quale, tra le mille che vorrei fare ?
Eccomi dunque di fronte al Papa, come testimonia la foto. A tu per tu. E da evangelico, per tutto il mio vissuto umano e spirituale, l’occasione e’ unica davvero.
Prima della domanda riesco a fare una premessa.
Porto i saluti del Presidente Gorbaciov, ed il Papa visibilmente commosso ricorda l’impegno per la pace nel mondo di questo grande leader. Poi faccio riferimento alla storia del mio bis-nonno, della persecuzione, e gli pongo infine una domanda. Quale ?
Vi dirò alla fine di questo articolo, ora mi preme chiarire alcune cose, perché quest’incontro e’ il frutto di un lungo percorso anche da parte mia.

ANTEFATTO

Nel 2008 ho pubblicato la biografia del mio bis-nonno Salvatore Anastasio, pioniere del movimento pentecostale a Napoli. Insieme a molti altri, subì la persecuzione da parte del regime fascista e del clero cattolico. Lo scopo per cui scrissi questo libro – e tutti quelli che ne sono seguiti sulla storia pentecostale – e’ stato quello di offrire uno strumento di edificazione per i credenti più giovani affinché conoscano la storia dei nostri antenati della fede ma anche per far conoscere “fuori dalle mura” della chiesa pentecostale questa pagina di storia religiosa e sociale della nostra nazione.
Ho compiuto interviste, organizzato eventi e promosso iniziative commemorative insieme ad altri. La più notevole e significativa quella del 2015 con John David Ashcroft, ex procuratore generale degli Stati Uniti, in visita in Italia per commemorare con le istituzioni italiane la fine della persecuzione nei confronti dei Pentecostali (con l’abolizione della Circolare Buffarini-Guidi nel 1955). Sentivo di aver definito ai più alti livelli istituzionali italiani una questione irrisolta. Fummo ricevuti al Quirinale, organizzammo un convengo in Senato e la stampa nazionale diede risalto a questa nostra iniziativa.
A volte non compreso, molte altre criticato, ho però portato avanti la mia visione.
Con non poca fatica e spesso in solitudine.
Ma con la passione che da sempre mi motiva in questa “missione”.
Eppure per me “mancava” l’incontro con il mondo cattolico, quel mondo che aveva vessato i miei familiari. Ho incontrato dei cardinali, ma mai il Papa, il più alto rappresentante della chiesa cattolica. Dentro di me sapevo che era solo un appuntamento rimandato e che avrei parlato della storia del mio bis-nonno e della mia famiglia anche al Papa. Semplicemente perché credo nella forza della testimonianza. Comprendo che alcuni non condividano, che altri non ne ravvisano alcuna necessità, ma credo che la mia visione e il mio percorso meritino rispetto.

“CHIEDO PERDONO”

Nel 2014 a Caserta si consuma un evento storico. Papa Francesco visita la Chiesa della Riconciliazione del pastore Giovanni Traettino. Tra i due c’era una solida amicizia, avendo avviato un percorso di cammino comune già molti anni prima che Bergoglio venisse eletto al sommo pontificio.
L’incontro suscitò reazioni da parte del mondo evangelico italiano: unito nel “criticare” questo gesto. Eppure il Papa chiese perdono per la persecuzione nei confronti dei Pentecostali. La notizia fece il giro del mondo. Si chiuse una perniciosa questione storica per la chiesa cattolica che non aveva mai affrontato ai massimi livelli questa questione. Non ero presente, ma sentivo che si era “chiuso un cerchio”. Si poteva finalmente guardare oltre, i rapporti potevano dunque avviarsi verso una normalizzazione. In qualità di pronipote di un pioniere pentecostale, sentivo la carica emotiva e la storicità di questo gesto.
Pur non conoscendo allora di persona Giovanni Traettino, presi una pubblica posizione: si trattava di un evento storico, ed al di là delle posizioni spirituali, come tale doveva essere considerato. Pubblicai un video:

Un mese dopo l’evento raggiunsi il pastore Traettino a Caserta per un’intervista esclusiva, in cui affrontammo senza remore ogni tipo di argomento, storico e spirituale, su questo tema. Ammirai il coraggio e la pacatezza del pastore Traettino, che non si sottrasse a nessuna delle mie domande, anche quelle più scomode.
Ecco il link:

MARZO 2022

Agli inizi del mese di marzo ho ricevuto una telefonata del Pastore Traettino, in cui mi invitava a partecipare all’incontro con Papa Francesco. In questi anni ho coltivato un rapporto di amicizia con lui e la sua famiglia. Considero sua moglie, Franca, una donna consacrata e di grande lungimiranza. Gianluigi, suo figlio, e’ un mio caro amico e fratello in fede.
Anni in cui con il pastore Traettino ci siamo confrontati e conosciuti. Un cammino, quella della conoscenza, che richiede tempo. Perché questo a volte perdono di vista i leader: per rispettarsi, bisogna anche imparare a conoscersi.

A TU PER TU CON PAPA FRANCESCO

Ecco, riprendiamo da dove eravamo rimasti.
Cosa avrei mai potuto chiedere a Papa Francesco?
Ancora una premessa.
Fatto il suo ingresso nella sala, ci ha accolti con calore. Ci ha salutati uno per uno.
Appena si è seduto, abbiamo colto il peso che quest’uomo porta sulle spalle. Ora qui non c’entra la religione: qualunque sia la nostra appartenenza spirituale, sappiamo che il Papa per il suo ruolo mondiale, ha un peso. Poco prima che la notizia facesse il giro del mondo, ci ha condiviso in anteprima la sua telefonata con il Patriarca di Mosca Krill.
In questo momento tutti invocano l’intervento del Papa. L’hanno perfino invitato a Kiev. Ho sentito il peso interiore di quest’uomo, direi il tormento per tanta sofferenza umana, e la responsabilità nei confronti di chi si aspetta che il Papa intervenga per fare qualcosa di più per quanto sta accadendo. Commosso ed affaticato, aveva bisogno di un supporto. Ed ecco che con molta autorevolezza il pastore Traettino ha pregato: abbiamo quindi insieme pregato liberamente invocando l’intervento di Dio.
L’incontro si è svolto in un clima disteso.
Posso dire che mi ha colpito la semplicità e la voglia d’ascolto di quest’uomo. Ecco, un Uomo. Come lui spesso si definisce.
Porterò dentro di me ciò che ha condiviso in modo riservato su alcuni argomenti.
Ma posso dirvi ciò che dopo le mie premesse, ho chiesto a Papa Francesco: “Ci dica quando e come ha conosciuto Gesù…”.
Solo e semplicemente questo. Quello che penso un qualsiasi evangelico vuole sapere, o avrebbe chiesto.
Da evangelico a cattolico. A tu per tu.
La curiosità di sapere per un Papa chi è Gesù Cristo.

Ha parlato a lungo della sua esperienza personale, di quando ha deciso di diventare prete, di quando nella sua realtà c’era una cultura antiprotestante e di come fossero considerati gli evangelici dei “nemici” e non dei fratelli. Dentro di me ho pensato: “lo stesso di ciò che spesso in alcuni ambienti evangelici si è pensato dei cattolici”. Eppure fu sua nonna ad esprimere una parola in favore di alcuni evangelici, e quella parola l’ha accompagnato per tutta la vita.
Ecco come alcuni comportamenti familiari possono fare la differenza, ed accrescere la cultura del rispetto. Ed e’ lì che nasce la sensibilità di questo Papa verso il mondo protestante.
Ma ciò che mi ha più colpito e’ quando ha sospirato, ed ha detto ciò che uno dei miei pastori sempre ripeteva dal pulpito: “… la conoscenza di Gesù è un cammino, in continua evoluzione, non si smette mai di conoscere Gesù, almeno questo vale per me”.
Ecco, cosa ha detto il Papa.
Ecco il senso di questo incontro.

La conoscenza di Gesù è una magnifica avventura ed un lungo cammino. Ognuno di noi matura tempi, modi e strade diverse, ma ciò che conta è poterlo realizzare nel proprio cuore.

Non siate delusi se non arrivo ad una conclusione, e quindi ad un giudizio sul Papa.
Davvero non condivido questa smania di poter sentenziare. Alcuni commenti alla mia foto con il Papa mi hanno davvero lasciato basito. Sono anni che incontro persone e personaggi di ogni tipo. Rimango però sempre sconvolto dalla rabbia di alcune persone che commentano con violenza verbale, antagonismo da stadio e volgarità inaudite.
Il giudizio non mi appartiene. Posso solo dire di essere stato me stesso, di non essere venuto meno alla mia fede, di aver parlato della storia del mio bis-nonno, e di aver fatto una semplice ma efficace domanda.
Tutto qui.

Del resto, sono pur sempre un giornalista. Non devo pontificare ma porre domande. Ognuno si farà una propria idea.
Il Papa poi ha ricevuto in dono la mia ultima copia del mio libro su Salvatore Anastasio, mio bis-nonno. Quello il momento per me più significativo, perché sentivo che quel percorso che sentivo di intraprendere per far conoscere questa storia si è quindi concluso.

Prima di andare via, saluta tutti, mi capita davanti prima di lasciare la sala e mi dice: “… per favore, pregate per me”. Gli dico: “Certo, non potrò fare molto, ma posso pregare, perché la preghiera cambia le cose”.
Un Papa, anzi un Uomo, che chiede di pregare per lui.

La consegna a Papa Francesco del libro “Salvatore Anastasio. La storia del pioniere del movimento pentecostale a Napoli”.

Commenti

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  1. Caro Alessandro, resto sempre più convinto che Dio ti ha scelto per un tempo come questo. Desidero ringraziarti per tutto quello che fai, quello che mi piace di te e che vai avanti per la tua strada pur conoscendo il mondo evangelico. Dio ti benedica, e continui a darti sapienza e saggezza. Gianni Palma

  2. Le ultime parole mi hanno commosso e ho compreso, forse solo ora, che anche il papa è un uomo e che ha bisogno di Gesù come ne abbiamo bisogno noi!
    Si, da oggi, anch’io mi ricorderò di pregare per lui!

  3. Caro Alessandro,
    tu sei un giornalista/saggista e quindi conosci, fai domande e riporti.
    Quel che faccio fatica a condividere è l’amicizia di un pastore (anche se dichiaratamente ecumenico), come Traettino, per chi si arroga il titolo di Capo della chiesa e Vicario di Cristo. Per chi guida una chiesa che per molti versi ha apostatato da molte dottrine fondamentali del Vangelo. Per chi sta consacrando l’Ucraina e la Russia a Maria.
    Eccetera.
    Senza acrimonia.

  4. Alessandro pace a te. Ho letto con molta attenzione e speranza il tuo articolo. Premetto che all’epoca dell’incontro tra il Papa e Traettino manifestai la mia idea a riguardo attraverso una lettera aperta. La visita del Papa al pastore Traettino, in Vaticano fu protocollata come “visita privata”, di conseguenza, tutti gli atti in essa avvenuti, non sono da ritenersi atti ufficiali del Pontefice, ma atti privati di Jorge Mario Bergoglio.
    Atti privati, cioè atti che appartengono al singolo cittadino, atti personali di Bergoglio, non istituzionali. Questo “piccolo dettaglio” invalida qualsiasi altro ragionamento. Poiché, all’apparenza il Capo della Chiesa Cattolica ha chiesto perdono per i soprusi e i maltrattamenti perpetrati contro gli evangelici, ma nella sostanza non lo ha fatto.
    A distanza di anni, la situazione non è cambiata. Tu ti sei meravigliato delle reazioni ostili al tuo incontro, ed anche del silenzio di chi doveva parlare e non lo ha fatto.
    Io invece mi meraviglio che molti evangelici ancora provano ad intonacare i sepolcri imbiancati con una malta che non può reggere. In fede, Alberto da Giffoni.

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Scritto da Alessandro Iovino

Lancio OT Eyebrows il siero per le sopracciglia e esporto il mio know how fuori dalla Campania.

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