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DDL ZAN. MA CHI HA VINTO DAVVERO ?

Il commento del direttore di Real Inside Magazine Alessandro Iovino

Mi dispiace, ma il tifo da stadio che oggi ho visto sui social, anche da parte di un certo mondo religioso, non mi convince.

A mio avviso fuori luogo, e triste. 

Non c’è nulla da festeggiare e proverò a spiegare perché. Ma prima una doverosa premessa. 

Lo scorso luglio sono stato tra i promotori di una conferenza stampa in Senato in cui cercavamo di dimostrare quanto il DDL Zan potesse essere pericoloso per la libertà religiosa. Resto ancora convinto che questa legge così come e’ stata presentata, viola alcuni principi costituzionali. 

E credo sia un bene che non sia stata approvata. 

Detto ciò, alcune riflessioni. 

La legge non è “passata”, ma il paese e’ profondamente spaccato. L’opinione pubblica e’ divisa. E da un punto di vista politico, e’ questione solo di poco: magari nella prossima legislatura – al massimo – verrà ripresentato e magari approvato un DDL simile. Quindi mi sarei aspettato da subito dei toni più pacati, nessun urlo, ma subito un invito al dialogo.  

Come dissi in senato, dobbiamo sforzarci di comprendere le ragioni dell’altro. 

Ora temo invece che possano inasprirsi toni e termini di questo faticoso confronto su un così delicato tema. Per questo dico che soprattutto nel mondo religioso, non c’è da festeggiare. 

I leader spirituali oggi hanno una sfida, ancor più urgente e importante da fronteggiare rispetto a quella di contrastare un DDL: riguarda il tema della diversità e dell’accoglienza. 

Nello specifico: come ci si pone dinanzi a questo tema? 

Può o deve la chiesa occuparsi della res publica e quindi impattare il mondo politico ? 

Oggi non si è chiuso nessun capitolo. 

Si è semplicemente voltata pagina. 

La chiesa (cattolica, evangelica) ha una grande responsabilità adesso: ascoltare. 

Deve ascoltare e comprendere, progettare e costruire. Offrire una valida alternativa, formare ed informare.

Senza fermarsi, senza urlare, senza ideologizzare, senza strumentalizzare. 

Ringrazio i leader ed i Pastori che si sono messi in gioco, che hanno già iniziato a formare, che sono scesi in piazza, che non si sono “tirati indietro”. La Chiesa Apostolica in particolare ha fatto davvero un lavoro eccezionale, un esempio per molte altre. 

Hanno parlato ed agito con saggezza, senza estremizzazioni. Così come fece anche il presidente emerito delle ADI Felice Loria nel suo intervento al senato. 

Ne è valsa la pena, ma ora prudenza. 

Non ci illudiamo, quindi. 

Non ha vinto nessuno. 

La sfida comincia proprio ora, adesso. 

Ed oggi più che mai bisogna ricercare la saggezza di Dio e la Sua guida. 

Qui di seguito il link della conferenza stampa dello scorso luglio in senato: 

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Scritto da Alessandro Iovino

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