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Lettera al Direttore – L’Evangelo tra i militari

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Salvatore Di Filippantonio e Roberto Cataldi

Caro direttore,

vorrei raccontare una storia particolare, è la storia di due evangelici sognatori e anche un po pazzi, pazzi per il Signore Gesù, ma anche pazzi per coloro che non hanno creduto al quel progetto ambizioso che il Signore Gesù aveva messo nel loro cuore, e per anni hanno perseverato nel credere a quel progetto messo nelle mani del Signore, un sogno, si, messo in preghiera sin dal 2012. Molti anni sono passati, pianti, sacrifici, rinunce, preghiere, aspirazioni, aneliti provenienti dall’anima, anche quando qualcuno affermò, “questo non accadrà mai”, anche quando scaricati con arroganza nel rifiutare l’idea che il Signore si potesse servire di due umili pecore da banco. Ebbene questo non è stato per Dio che aveva già stabilito ogni cosa.​

Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti, Dio ha scelto le cose deboli del mondo per Svergognare le forti (1Cor. 1:27).​

Nel 2009 una parola profetica annunciò che quello che il Signore aveva giá stabilito doveva compiersi. Al fratello Salvatore ex Luogotenente della Marina Militare gli fu detto in profezia da una sorella per mezzo di una visione, “Io gli cambierò il nome, il suo nome sarà “Jakin” che significa “Egli lo ​ stabilirà”. A nov. 2015 fu profetizzato dal Pastore Elio Marrocco, “ho una parola da parte del Signore per te, io conosco le tue difficoltà, conosco il tuo cuore, un passo alla volta (ripetuto per tre volte), e Io adempirò i miei disegni nella tua vita”.​

Tutto questo perchè, il sogno era, diventare cappellano militare, cosa impossibile attualmente nelle Forze Armate Italiane che sanciscono l’esclusività di questo ministero alla chiesa Cattolica.​

Ma ciò che impossibile agli uomini diventa possibile a Dio, il poco nelle mani di Dio diventa molto. Ebbene nel 2014 per puro caso il fratello Salvatore conosce il fratello in Cristo Roberto che da subito condividono quel sogno folle, ma per fede realizzabile, il fratello Roberto è un militare del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Militare Italiana, da subito si attivano, l’entusiasmo è alle stelle fanno ricerche su come realizzare il sogno della Cappellania Militare nella CRI, il fratello Roberto scopre negli archivi storici del Corpo Militare CRI che tra 1915 e il 1945 vi erano in forza i cappellani evangelici laici (8 Valdesi, 4 Metodisti, 2 Battisti, 4 Rabbini) poi successivamente messi in congedo dalle leggi razziali le stesse successivamente abolite ​ per essere anticostituzionali e illeggittime, questo ha comportato un ritorno allo stato originario dei decreti che nominarono cappellani, ciò ​ ha ​ creato ​ un ​ precedente ​ importante ​ per ​ le ​ forze armate ​ italiane ​ dandone ​ un ​ valore ​ aggiunto ​ di ​ pari ​ opportunità ​ ancor ​ oggi ​ più ​ che ​ mai ​ valido ​ e necessario, ​ per una pluralità ​ sempre ​ più ​ maggiore nella nostra ​ variegata ​ società.​

Da quel momento ogni sforzo e ogni comune intento fu finalizzato alla realizzazione di quel sogno nato e maturato fortemente qule vocazione nei loro cuori, incoraggiati dallo Spirito Santo, che ha alimentato il coraggio, la determinazione, di andare avanti nonostante tutto è tutti, per amore delle promesse fatte dal Signore e dell’opera di Dio.​

Sono passati gli anni i due si arruolano come Ufficiali del Corpo Militare della Croce Rossa, conseguono il diploma di maturità, si diplomano al corso IFED (Istituto di Formazione Teologica Evangelica e Documentale di Padova), conseguono il diploma di abilitazione al corso di Cappellania Evangelica, tutto questo per essere equiparati difronte all’ordinamento militare al sacerdote cattolico, ci riescono, e da quel momento cominciano a farsi ben volere dai vertici militari del corpo che li favoriscono e vedono di buon occhio il progetto, gli viene concessa la libertà di proclamare l’Evangelo a quanti nel Corpo Militare lo vogliano per il tramite di un canale broadcast di whatsApp, cominciando con 7 persone e oggi oltre 40 persone che tutti i giorni ricevono una meditazione spirituale, un cantico, una buona parola di incoraggiamento morale, in una formula che piace, vengono contattati da tutta Italia,​

Il tam Tam, ​ corre tra i componenti del Corpo Militare, tutti sanno che vi è in atto una piccola rivoluzione, un cambiamento in meno di quattro mesi prima 20, poi 30, poi 40, entrano nel canale broadcast, si aggiungono i vertici dell’Ispettorato Nazionale, compreso il Comandante Generale del Corpo, i due fratelli pensano: alle terza meditazione biblica cominceranno ad uscire, allora alla quinta meditazione biblica cominceranno ad uscire, per il loro stupore chiedono di entrare ma nessuno chiede di uscire. Il modo di fare l’evangelizzazione funziona, sono contenti, ci sono riscontri, fidback positivi che arrivano un po ovunque, questa situazione ha fatto in modo che i due fratelli si rendono conto della grandezza del progetto e hanno maturato la ​ consapevolezza, essere stati chiamati a quel servizio voluto da Dio ma non dagli uomini di “fede” che avrebbero dovuto incoraggiarli, quello che Dio stabilisce gli uomini non possono decidere per il contrario perché ci svergogna e ci fa capire che ogni cosa è sotto il suo controllo, e nelle decisioni di Dio ​ sicuramente si sarebbe servito di altri non necessariamente di Salvatore e Roberto, ma di chiunque disposto per fede a credere in qualcosa che apparentemente impossibile ma realizzabile. Si potrebbero citare personaggi illustri della Bibbia che agli occhi degli uomini non avrebbero avuto sicuramente successo se si fosse agito secondo il metro di giudizio uomano. Giuseppe da prigioniero a figura più importante dopo il Faraone, Mosè da fuggitivo e balbuzziente a pastore e condottiero di un popolo, Daniene da schiavo a uno dei più influenti governatori dopo il re di Babilonia, e non vogliamo dimenticare 12 uomini, gli Apostoli, insignificanti e senza istruzione che hanno rivoluzionato il mondo gettando le basi del cristianesimo universale. Si potrebbero citare molti altri ma ci fermiamo qui.​

Oggi quella promessa che sta incontrando il favore di Dio e delle Istituzioni e alla firma definitiva, con questo atto di approvazione viene scritto un capitolo importante della storia, cosa impensabile sino a qualche mese fa pensare che i cappellani evangelici potessero tornare dopo 105 anni. Per il Signore si, si aprono scenari di servizio e un ministero disatteso nel mondo evangelico italiano quello del Cappellano, di evangelista, missionario, e pastore nello stesso tempo, forse non avranno e non saranno titolari di una chiesa in barba a regolamenti e statuti, ma avranno il privilegio di servire e annunciare il vangelo di grazia. ​

Il Signore voglia far crescere questo ministero e renderlo unico, in un campo nuovo, un edificio da edificare alla sua gloria.​

In fede
S.Ten. Salvatore Di Filippantonio
S.Ten. Roberto Cataldi​

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