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SIMONE FIORITO, tra libri e cinema. Dal 1 Ottobre è uscito in tutte le librerie “Via Veneto”.

L’intervista di Marilena Brassotti Ziello

Com’é nata la tua passione per la scrittura e come l’hai coltivata? 

Con il cinema, quando ho capito che dietro un bel film c’era spesso una bella scrittura. 

Non saprei dire precisamente quando é successo, ma sono sicuro di essere rimasto affascinato dalla prima scintilla che serve per creare un’immagine. 

Mi sono confrontato fino ad ora con la forma del romanzo perché é in un certo senso la piú accessibile per una persona che vuole raccontare una storia. 

La scrittura per il cinema invece é molto diversa, secondo me piú complessa, e la mia nuova ossessione sono i soggetti cinematografici, un po’ perché ho iniziato a frequentare un corso di sceneggiatura (TRACCE Roma), un po’ perché sto lavorando a quello del mio secondo romanzo, Via Veneto. 

Appunto raccontaci, di cosa parla Via Veneto?

È la storia di una cameriera che sogna di fare l’attrice, ha quasi trent’anni ma non vuole ancora rinunciare a inseguire la sua ambizione, a costo di lasciare tutto, perfino l’amore. 

Così farà, tra pentimenti, provini falliti e casting di moda, sbagliando sempre di piú fino a che una sera, finito il turno serale al ristorante di Via Veneto, le appare per magia il fantasma del suo attore preferito, Marcello Mastroianni. 

Da quella sera, per Cecilia, qualcosa inizierà a cambiare… 

Com’è cambiata invece la tua vita scrivendo?

In peggio! Scherzo. 

La verità é che devi rinunciare a tanto, soprattutto se fai un altro lavoro per vivere, 

A volte mi sembra che sia cambiata in meglio, altre volte no, ancora non ti so rispondere bene, forse perché la scrittura non mi ha ancora cambiato la vita, peró rispetto allo scrivere, e a tutte le arti in generale, c’é una frase che invece me l’ha cambiata. 

La disse Flaubert in una lettera a un ragazzo che come lui voleva scrivere, e questa frase mi piace talmente tanto che ne ho ricavata una versione personale. 

“Il talento non é una magia, il talento é sedersi ogni giorno, alla stessa ora, allo stesso tavolino.”

Quando scrivi un libro hai già la storia in mente o la elabori strada facendo?

Beh, diciamo che un minimo si elabora sempre, peró sì, nel primo romanzo e anche in Via Veneto avevo ben chiara la scena finale e quindi il lavoro é stato quello di capire come fare arrivare la protagonista dal mondo ordinario a quella scena. 

Che sensazione si prova dopo aver pubblicato un libro? 

Un gran vuoto, all’improvviso viene meno quello sforzo quotidiano che peró riempiva le tue serate dopo l’ufficio, ti manca il posto sicuro dove rifugiarti. Personalmente non posso dire di vivere benissimo questo momento, perché poi subentra la paura, la paura di non piacere, o peggio ancora, lo spettro dell’indifferenza. 

L’unica soluzione é tornare a scrivere. 

A proposito, progetti futuri?

Un nuovo romanzo, no, non é vero. Cioé, una prima stesura di una vecchia storia c’é, peró al momento sono preso dalla promozione, in particolare ho deciso di puntare su uno strumento parallelo alle classiche presentazioni, ho passato gli ultimi due mesi a produrre il book trailer che ovviamente é stato girato quasi tutto a Via Veneto. 

Sono state due notti meravigliose, e ancor piú bello é stato trovare una squadra di professionisti che ha sposato con interesse il mio progetto. 

Per la prima volta ho visto le mie parole prendere forma e diventare immagini e credo che questo sia il sogno di qualsiasi persona che voglia scrivere per il cinema. 

Il book trailer uscirà sponsorizzato on-line a fine ottobre/ inizio novembre e… Non vedo l’ora. 

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