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Francia, Italia e il futuro dell’Europa

C’è un po’ di tutto negli ultimi giorni di questa settimana che si sta per concludere con oggi.

Emerge con chiarezza, dalle parole del Ministro dell’economia e delle finanze francese Le Maire, la posizione della Francia sul futuro dell’Europa per la quale, dice, “serve un nuovo approccio geopolitico, dobbiamo diventare una delle superpotenze, con Cina e Stati Uniti, questo e’ il mio credo politico e la mia convinzione”. Durante la crisi pandemica, ha spiegato il ministro, “abbiamo creato un modello europeo e abbiamo capito che puo’ continuare a esistere. Sono state definite misure usate da tutti i Paesi membri, abbiamo trovato strumenti nuovi, che rompevano con il passato, non dobbiamo dimenticarlo. Vogliamo dimenticare questi strumenti, capitalizzare su quello che e’ stato fatto, o dimenticare tutto?”. Secondo Le Maire, occorre dunque un “modello europeo, economico e per la difesa perche’ non ci possiamo piu’ affidare alla protezione degli Stati Uniti, questo e’ ovvio a tutti, dobbiamo pensare alla nostra sicurezza”. L’unico ostacolo affinche’ questo si realizzi potra’ essere la mancanza di volonta’: “Ho una sola preoccupazione. La mancanza di determinazione politica, se ci sara’ una decisionalita’ in questo senso, ritengo che l’Europa diventera’ uno dei player principali del 21esimo secolo”.

In merito all’attuale situazione francese poi ha riferito, nel contesto dell’Ambrosetti, che “le cose vanno bene, la ripresa viaggia a pieno ritmo anche grazie alle decisioni varate con il presidente Macron. Si e’ agito prontamente e si e’ messo in atto il piano di ripresa e le previsioni per il 2021 ci parlano di una crescita del 6%, dovremmo tornare ai livelli pre-Covid gia’ quest’anno, prima del previsto”. “Stiamo procedendo come previsto, la ripresa e’ forte e siamo pronti a introdurre nuove riforme strutturali per migliorare le competitivita’. Stiamo anche pensando a una riforma del sistema pensionistico, ci stiamo lavorando, e stiamo lavorando anche a un nuovo piano di investimenti per sostenere l’innovazione”.

La medesima lunghezza d’onda per il nostro Paese. Il Presidente Mattarella, infatti, nel messaggio inviato al Forum ha segnalato che ‘le previsioni, per l’Italia, guardano, nel 2021 ad una crescita del Pil pari al 6% e nel 2022 al 4,4%, al quinto posto tra i Paesi del G20, con un incremento a due cifre della produzione industriale’.

Tuttavia, è bene evidenziare quanto accade anche negli States sul piano del mondo del lavoro che dà chiari segnali di debolezza, segnalando che la Fed potrebbe prendere tempo per un ritiro delle misure di stimolo, dal momento che la variabile lavoro è uno degli elementi monitorati dal FOMC, il comitato di politica monetaria.

Il Job Report, infatti, ha indicato la crescita di soli 235 mila posti di lavoro nei settori non agricoli (non-farm payrolls), inferiori ai 750 mila attesi, dopo che a luglio erano state create 1 milione e 53 mia mila buste paga. Dunque, numeri peggiori delle aspettative.

Sarà necessario attendere il susseguirsi degli eventi dei prossimi mesi e farlo con fiducia.

Buona domenica e buon caffè!

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Scritto da Vincenzo Lettieri

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