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Il contesto si agita e la normalità non è più eccezione

Il contesto comincia ad agitarsi. In fondo ne è stato testimone involontario il meteo: dopo qualche giorno di freddo e temperature invernali si è tornati alla camicia e allo smanicato per i più resistenti e al maglioncino e al 100 grammi per chi non resiste proprio invece.

Vaccini, contagi, Turchia, la pazienza ormai quasi al limite dei mercati sull’inflazione, la manovra finanziaria Made in Italy, qualche lockdown in giro (solo per i non vaccinati come in Austria), Jacobs e Tamberi esclusi da World Athletics, le amministrative perse dal centrodestra con i vari follow up “ma chi se ne frega di Milano” e un centrosinistra che festeggia la vittoria lì dove ha giocato da solo per demeriti degli altri e un Bologna che ci prova con tutte le proprie forze contro un Milan fortunatissimo quest’anno.

Nel nostro Paese stiamo vivendo una fase di sbornia. Finalmente. La vita si è riappropriata dei suoi spazi, le giornate hanno più senso. Si fanno delle cose, se ne comprano altre, si discute di tutto ma poco di politica, infatti c’è scarsa partecipazione al voto.

La normalità.

Tuttavia, che normalità dovremmo dire.

Banca d’Italia ha rivisto, infatti al rialzo le previsioni di crescita in Italia nel 2021. L’Istituto di via Nazionale ha stimato che l’aumento del PIL dovrebbe collocarsi intorno al 6%, “un valore sensibilmente superiore a quanto stimato nel Bollettino economico di luglio”.

Nel report la Banca d’Italia ha evidenziato che nel Paese l’aumento del PIL, che nel secondo trimestre è risultato ben superiore alle attese, sarebbe proseguito nei mesi estivi. “Sulla base degli indicatori disponibili, nel terzo trimestre la produzione industriale sarebbe cresciuta di circa un punto percentuale e il PIL di oltre il 2% – spiegano gli economisti della Banca d’Italia –. L’estensione della copertura vaccinale e l’incremento della mobilità hanno reso possibile la ripresa dei consumi di servizi da parte delle famiglie, che si è associata al recupero già in atto degli investimenti”. In base ai sondaggi condotti dalla Banca Centrale, le attese delle famiglie sulla situazione economica dell’Italia sono nel complesso migliorate così come la propensione a spendere nei comparti più colpiti dalla pandemia, tra cui alberghi, bar e ristoranti, è in ripresa. “Permane tuttavia ancora cautela nelle prospettive di spesa, soprattutto tra i nuclei meno abbienti”, si legge. Le imprese hanno invece confermato giudizi “molto favorevoli” circa le condizioni per investire.

Quanto all’inflazione, il documento segnale che ha raggiunto in settembre il 2,9%, “sospinta dalla crescita marcata dei prezzi dei beni energetici”. Nelle proiezioni l’incremento non dovrebbe estendersi al medio termine: i recenti accordi contrattuali non prefigurano finora un’accelerazione dei salari. Le imprese segnalano di avere adeguato al rialzo le previsioni di aumento dei propri listini, che restano però ancora sotto il 2%.

Negli Stati Uniti, resta sostenuta l’attività manifatturiera ad ottobre nonostante i colli di bottiglia. La stima flash sull’indice PMI elaborato da Markit indica infatti un livello di 59,2 punti, in lieve calo dai 60,7 punti di settembre e sotto le attese degli analisti (60,3 punti).

Powell, il presidente della Fed, dice però che si sta vivendo negli States “una ripresa molto irregolare. Le strozzature alle filiere stanno ancora pesando e non possiamo escludere un altro aumento dei casi di Covid-19 in inverno”.

Sui tassi ha poi detto che alzarli ora sarebbe prematuro e che “l’inflazione alta durera’ probabilmente fino al prossimo anno inoltrato, ma ci aspettiamo ancora che l’inflazione torni vicino all’obiettivo del 2%. Ora e’ ben al di sopra del nostro target”.

Buona domenica e buon caffè cari amici di Tazzulella Milanese!

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Scritto da Vincenzo Lettieri

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