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I PENTECOSTALI (E LE ADI) TRA MEMORIA E FUTURO, TRA PERSECUZIONE E COVID-19

Una riflessione a cinque anni dagli eventi commemorativi per la Circolare Buffarini-Guidi

Nel 2015 sono stati celebrati i sessant’anni dell’abrogazione della Circolare Buffarini-Guidi che in epoca fascista perseguitava i Pentecostali, considerati “nocivi all’ordine fisico e psichico della razza”.
Circolare che incredibilmente sopravvisse al regime stesso, e fu abolita in sede giudiziale solo nel 1955, in piena età repubblicana.

Ricordammo tutto questo in un memorabile convengo al Senato della Repubblica, in cui ospitammo accademici, leader religiosi e l’ex procuratore generale degli Stati Uniti, il sen. John D. Aschcroft. In quel convengo a tradurlo fu il compianto pastore David Mortellitti, di cui sentiamo molto la mancanza.
Avemmo il patrocinio delle “Assemblee di Dio in Italia” e della “Federazione delle Chiese Pentecostali”, le due più importanti aggregazioni del mondo Pentecostale italiano, ed il tutto fu promosso dall’Associazione laica “Piero Guicciardini”.

Adi Senato

Fummo ricevuti anche al Quirinale dal prefetto Emilia Mazzucca, che a nome del Capo dello Stato, accolse una delegazione del comitato organizzatore del convegno in Senato.
Fu una bella pagina per la storia del Pentecostalesimo italiano. Fummo ricevuti da varie autorità, tra cui anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, e i massimi rappresentanti del Senato e della Camera come Pera, Casini e Malan.

Ma il momento più emozionante fu di certo il culto di ringraziamento presso la chiesa ADI di Napoli. Più di mille partecipanti, molte autorità in visita, per condividere un preciso messaggio: fino a sessant’anni fa le autorità ci perseguitavano, oggi ci riconoscono il torto subito decenni fa, perfino in epoca repubblicana.
Come dissi in un mio pubblico intervento durante il culto, quelle autorità che un tempo di perseguitavano, oggi ci conferiscono rispetto.
Poi nel 2017, insieme ai cari colleghi Dayana Di Iorio e Salvatore Esposito, sospinti dal nostro Maestro Giancarlo Rinaldi, ci dedicammo alla stesura del libro “Liberi per servire” (EUN) in cui fu dato ampio spazio a questo tema della persecuzione.

Adi Senato

Ora, nel ricordare tutto questo, quale riflessione in merito ai tempi difficili che viviamo a motivo del Covid-19 in questo 2020?

LA MEMORIA
Ho ripetuto, trasformandolo nel mio motto, che come diceva Primo Levi: “Un popolo senza memoria e’ un popolo senza futuro”.
Oggi più che mai, dovremmo fare tesoro di ciò che hanno patito i nostri pionieri con persecuzioni, deportazioni e carestie per onorare l’Evangelo. Hanno sofferto, forse più di quanto stiamo soffrendo noi oggi.
Eppure hanno serbato la fede.
Sono persecuzioni differenti nella forma, ma simili nella sostanza. Oggi come allora, e’ fatto divieto di riunirsi in chiesa: negli anni del fascismo era vietato dalle autorità perché i Pentecostali erano fuorilegge, oggi la pandemia ha bloccato la vita comunitaria (indispensabile per i Pentecostali) ma in ogni caso non potrà imprigionare il nostro spirito.
Ieri come oggi, i Pentecostali devono dimostrare che dalla persecuzione ne escono spiritualmente fortificati.
E’ nostro dovere tenere accesa la fiamma dello Spirito, non affievolirla, proprio come fecero i nostri antenati nella fede.
Non ci fa male ricordare, perché saremo incoraggiati nel guardare avanti, sapendo che in ogni cosa i figli di Dio sono più che vincitori.

Adi Senato

RESISTERE
Fu il pastore Francesco Toppi, a lungo presidente delle ADI, a definire in un libro, quel periodo, come gli anni della “resistenza pentecostale”.
E cosa incredibile – ma che testimonia l’ispirazione divina di questa realtà – in quegli anni il movimento crebbe, come numero di chiese, e di credenti.
Oggi avere fede significa scorgere delle opportunità in questa immane difficoltà.
Quando il mio bis-nonno fu inviato al confino di polizia, negli anni Quaranta, alla fine della giornata non mancava, ogni sera, di parlare di Dio al suo carceriere.

Adi Senato

FUTURO
Mi appello qui ai leader di ogni denominazione.
Questo è il tempo dell’unità, e’ il momento di resistere insieme, pregare insieme.
Come disse il pastore Remo Cristallo, citando la Bibbia, in occasione del culto di ringraziamento nella Chiesa ADI di Napoli:

“… da questo riconosceranno che siete miei figli: dall’amore che avete gli uni per gli altri…”.

Questo è il tempo dell’amore.
E ci si ama di più, se ci si conosce meglio.
Per farlo bisogna frequentarsi.
A cinque anni di distanza da quell’evento, denoto con rammarico ancora troppa chiusura, sopratutto nelle ADI.
Eventi come il Christian Expo’ nel 2017 e i concerti dei Brooklyn Tabernacle nel 2017 e 2018, sembravano aver scosso qualcosa, aperto una breccia, o per lo meno una riflessione. Almeno così e’ stata nella vita di molte persone e di molto credenti, ma non per i vertici attuali delle ADI.
Persiste a mio avviso una paura del confronto e la paura di prendere iniziative con gli altri (che non significa essere come gli altri).
Nessun momento di riflessione sulla storia Pentecostale (qualcuno mi ricordi in questi anni iniziative simili a quella del 2015, di rilievo nazionale e con quell’impatto?); nessun interazione con i movimenti AoG del mondo (nessuna riflessione sulla mia intervista lo scorso febbraio al Presidente AoG mondiale George Wood che si soffermò anche sulla “questione italiana” con grande garbo e saggezza); nessuna commemorazione di fatti storici che ci riguardano e sui quali i credenti conoscono poco o nulla (come la Riforma Protestante). Nessuna iniziativa di “ampio respiro”, ovvero che preveda il coinvolgimento di più parti, e sopratutto del “mondo esterno”.
Per non parlare delle questioni di attualità, sia sociali che religiose, sulle quali mi pare manchi una riflessione pubblica.

Ed ancora più preoccupante, in questa pandemia globale, e’ che non ho registrato iniziative “particolari e continuative” rivolte alla nazione, ai non-membri di Chiesa, che possano diffondere il messaggio che questa organizzazione vuole condividere con la nazione.

Adi Senato

Ovviamente non parlo di singole iniziative locali (il lavoro di molti pastori e’ davvero prezioso) ma di eventi che prevedano la partecipazione delle massime cariche del movimento, che siano eventi plurali e di risonanza.
Forse mi sbaglio, non lo escludo.
Ci mancherebbe.
Qualcuno mi dirà: “Tutto quello che hai detto, a che serve ai fini della diffusione del Vangelo?”. Beh, probabile, forse servirà a poco o nulla. Ma di certo darà un contributo alla formazione, su questo non c’è dubbio.

Adi Senato

No, non smentisco me stesso se ho prima evidenziato come sia questo il tempo dell’amore. Infatti amare significa anche dire la verità, essere consapevoli di quanto possa essere utili essere franchi.
E dopo averlo fatto di persona, come si conviene, aver anche più volte chiesto invano intervista all’attuale presidente ADI (avendo intervistato leader di ogni denominazione e grado), ora ho deciso di rendere pubbliche le mie idee a riguardo.
Presumo che sarà un “grido inascoltato”, come sempre, almeno per i vertici.
Ma non vano, perché tra i pastori e credenti, ci sarà chi comprenderà il tono e la natura di queste mie parole.
Lo so, lo sento.

Adi Senato

Ricordo molto bene quel culto.
Ricordo molto bene la preghiera in Senato.
Ricordo molto bene quando ogni nostro incontro con le autorità dello Stato, finiva sempre con una testimonianza di fede.
Ricordo lo stupore di miei colleghi giornalisti, meravigliati dalla storia dei Pentecostali.
Ricordo tutto questo con commozione.
Ricordo gli abbracci ed i baci alla fine del culto tra pastori, ADI e non.
Ricordo l’abbraccio tra mio Zio Daniele Melluso ed il pastore Remo Cristallo, durante il culto.
Ricordo la fatica e le molte energie profuse con il pastore Davide Di Iorio nell’organizzazione di tutto questo, e gli sono ancora grato perché mi degno’ di molta fiducia.
Ricordo che fu molto bello fare tutto questo #insieme.
Ricordo le interviste a Fiuggi con il amico Calogero Sorce sul convengo in Senato.
Ricordo il caro pastore Renato Mottola distribuire in Senato con orgoglio il numero speciale di Risveglio Pentecostale.
Ricordo il culto nella chiesa di Roma del pastore Cusumano, in cui il fratello Aschcroft canto’ e predico’.
Ricordo quando ancora prima che tutto questo avvenisse, parlai di questo mio sogno con il caro amico e fratello David Di Staulo, il cui aiuto fu essenziale per me.
Ricordo il pranzo domenicale da mia Zia Giulia e mio Zio Daniele Marra, con il fratello Ashcroft. Ci chiamo’ il presidente Aurelio De Laurentiis per invitarci a vedere la partita di domenica sera al suo fianco, allo stadio San Paolo: ma il fratello Ashcroft disse di avere un appuntamento più importante, con Gesù ed i fratelli napoletani, in chiesa !
Ricordo una preghiera, nel privato di una stanza, con l’allora presidente ADI Felice Loria, che ci tocco’ molto.
Ricordo, e sono sempre più convito, che quella era la strada da percorrere.

Adi Senato

Vale per ieri, come per oggi.
Insieme si può fare di più e meglio.
Il passato c’insegna, il futuro lo impone.

Adi Senato
Adi Senato
Adi Senato

Il mio intervento al culto di ringraziamento a Napoli:

La mia intervista a John D. Aschcroft:

Il culto di ringraziamento presso la chiesa ADI di Napoli:

Il servizio del TGR (RaiTre):

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Alessandro Iovino

Scritto da Alessandro Iovino

Intervista a GIANNI LOVERA – LIBRO “GIOIA”

REALTÀ CAPOVOLTE