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Intervista a Heike Linnemann di KIKO Milano

Per la rubrica Inside Design, ho intervistato la Brand General Manager di KIKO

Kiko Milano (conosciuta semplicemente come “KIKO”) nasce nel 1997 dall’italiano Stefano Percassi. Il primo punto vendita è stato un corner di 8mq all’interno dello storico negozio Fiorucci (P.zza San Babila a Milano). Inizialmente collocati in fascia alta, i prodotti di Kiko iniziano ad “impennarsi” dopo aver scoperto un modello di business che valorizzava il rapporto qualità prezzo. Da lì inizia un percorso che ha portato KIKO ad essere presente in tutto il mondo e raggiungere fatturati stratosferici che la portato in vetta, tra i leaders di mercato a livello mondiale.

Per Real Inside Magazine ho intervistato Heike Linnemann, l’attuale Brand General manager di questo brand. Le abbiamo chiesto qualcosa riguardo al suo ruolo in questa azienda, sull’evoluzione del brand e sul futuro di KIKO.

Innanzitutto grazie Dott.ssa Linnemann per il suo tempo e la sua disponibilità per questa intervista.

La storia di KIKO è una storia fatta di crescita, dai piccoli corner come quello di piazza San Babila a Milano fino al punto vendita di Time Square.  Una storia fatta anche di grandi sfide che hanno portato questa realtà ad essere un esempio di forza e determinazione ma anche passione per il proprio lavoro. Ci parli un pò di Lei, da quanto tempo collabora con KIKO e come è avvenuto questo connubio professionale con il brand.

Sono entrata a far parte di KIKO Milano nel dicembre 2017, dopo 12 anni trascorsi in Procter & Gamble. L’azienda vantava già grandi potenzialità nel retail e nello sviluppo del prodotto, ma ambiva a crescere ancora di più, attraverso il brand building. Abbiamo quindi costruito un’organizzazione centrata sul consumatore che, con le giuste capacità, potesse creare prodotti dalla qualità indiscussa capaci di deliziare e sviluppare una comunicazione in forte connessione con i nostri clienti.

Un mio grande obiettivo è stata anche la trasformazione digitale di KIKO Milano, incluso il CRM.

Rispetto alla sua collaborazione con l’azienda, Di cosa si occupa nello specifico un Brand General Manager in una realtà del settore cosmetici. In particolare quali sono le sfide che deve affrontare a livello professionale in un mondo in continua trasformazione come quello attuale.

Mi occupo di guidare la crescita di un brand che sappia soddisfare il consumatore, connettersi con la propria community e ispirare la propria organizzazione e i propri soci. Al mio arrivo in KIKO ho sviluppato una vision per il brand, ne ho costruito l’organizzazione e consolidato le abilità fondamentali, al fine di trasformare questa vision in realtà. L’orientamento alle persone gioca un ruolo essenziale nel guidare questo ampio perimetro che include lo sviluppo del prodotto e della comunicazione, il trade marketing, la pianificazione dell’assortimento e commerciale, i dipartimenti PR, social media e media planning, così come la nostra agenzia interna e il Customer Engagement tra cui analytics, CRM e customer care.

Il mio ruolo prevede una particolare attenzione al consumatore e ai trend, una continua collaborazione con i diversi team, Paesi e partner, al fine di imparare costantemente ed essere sempre pronta a cogliere nuove opportunità per il business.

Visitando uno dei vostri store si nota immediatamente una cura impeccabile dei dettagli e del design che si va a fondere con l’incredibile varietà di colori che sono naturalmente presenti in un contesto come il vostro. Come è avvenuta l’evoluzione del brand nel corso degli anni? Intendo dire su quali aspetti avete fatto leva per portare la vostra comunicazione visiva ad un “livello superiore” come quello di oggi?

Fin dall’inizio, KIKO Milano ha saputo sorprendere e farsi apprezzare dai clienti per la varietà di colori, i prezzi accessibili, il design premium dei negozi e per una vendita assistita che sappia lasciare spazio anche al libero acquisto, stimolando la scoperta e la sperimentazione. Prendendo spunto dall’industria fashion è stato poi introdotto il modello delle collezioni, così da offrire un sempre maggior numero di prodotti innovativi nel corso degli anni; ciò ha portato KIKO a essere associata al fast fashion.

In 24 anni la copertura geografica è cresciuta e siamo ad oggi presenti in 27 Paesi. Negli ultimi 3 anni, ci siamo focalizzati ancora di più sulla comunicazione del nostro DNA italiano caratterizzato da quella fantastica estetica, associata alla femminilità, per cui l’Italia è così rinomata in tutto il mondo.

Lo Store di KIKO a New York City

Sarebbe possibile fare una panoramica delle figure professionali chiave nel campo del design e della comunicazione visiva in un contesto come KIKO? In altre parole, quali sono state le competenze chiave che hanno portato KIKO a diventare quella che conosciamo oggi?

Un aspetto fondamentale per l’avvio del piano brand building era sicuramente una collaborazione coesa tra tutti i team: dall’headquarter, ai mercati in cui operiamo, fino ai partner esterni all’azienda. La nostra strategia si sviluppa iniziando dagli insights del consumatore, che raccogliamo grazie ai nostri team retail e analitici e attraverso ricerche sul consumatore, social e molte altre fonti. Questo ci permette di lavorare come un team multi funzionale: il marketing, i team creativi e packaging, il regolatorio, il sourcing e i nostri fornitori collaborano allo sviluppo di una linea di prodotti che sappia incontrare le necessità del consumatore e rispettare il posizionamento del brand. Richiediamo regolarmente anche il feedback dei nostri mercati.

Per quanto riguarda lo sviluppo comunicativo, coinvolgiamo direttori creativi quali Ciro Falavigna o Karina Taira, esperti del settore come Andrea Pesce, il nostro team creativo così come i team dei nostri Paesi. Questa forte e differenziata collaborazione ci permette di mantenere un approccio rilevante.

Saremmo veramente curiosi di addentrarci in modo specifico in questo mondo ma per concludere siamo abituati a fare una domanda che riguarda sempre il FUTURO delle aziende e delle realtà che cerchiamo di conoscere un po’ meglio dall’interno. Se le chiedessimo come vede il futuro di questo Brand rispetto al mercato e alle tendenze attuali? C’è qualche desiderio specifico o obiettivo che immagina raggiungere per l’avvenire?

KIKO Milano continuerà il suo processo di espansione internazionale, sia online che offline. Vogliamo essere un brand connesso ai propri consumatori, alla propria community e ai propri talent.

A febbraio abbiamo lanciato una collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, a supporto della lotta contro il virus HPV, l’unico tumore che può essere prevenuto grazie alla vaccinazione. Inoltre, siamo impegnati nella riduzione del nostro impatto ambientale, favorendo la sostenibilità nello sviluppo dei nostri prodotti e dell’intera value chain.

Grazie e auguriamo un buon lavoro a lei e tutto il team!

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Ludovico Albano

Scritto da Ludovico Albano

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