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Lockdown, distanziamento volontario e questione incentivi

“I lockdown impongono costi nel breve periodo, ma possono portare a una ripresa economica piu’ veloce, con la riduzione delle infezioni e quindi dell’entita’ del distanziamento sociale volontario […] I lockdown possono ridurre in modo sostanziale le infezioni e i risultati possono essere particolarmente positivi se i vengono adottati nelle prime fasi della pandemia in un Paese”. E’ quanto si legge nell’articolo sul blog del Fondo monetario internazionale che accompagna la pubblicazione del capitolo 2 del World Economic Outlook, dedicato all’impatto economico del lockdown. Secondo gli esperti del Fondo, “la revoca dei lockdown non portera’ a un decisivo e sostenuto rilancio economico se le infezioni sono ancora elevate, dato che il distanziamento sociale volontario probabilmente proseguira’”.

Secondo il report, intitolato “Il grande lockdown: analisi degli effetti economici”, il problema vero e proprio è il distanziamento volontario. Le persone hanno paura di ammalarsi e quindi si comportano in una certa maniera causando direttamente una contrazione dell’economia.

Come tradurre tutto questo con l’attuale situazione che stiamo vivendo? Sgombrare il campo da scontri ideologici del tipo pro-contro questo o quello, evitare di sparare numeri a caso e di cadere nella paura. Dare priorità a salute ed economia avendo come stella polare il lungo periodo e la capacità di resilienza.

Impariamo dagli errori e comportiamoci bene assumendo le decisioni migliori.

Il Centro Studi Promotor ha definito come un “clamoroso autogol” la decisione, ad oggi, dello Stato di non rifinanziare gli incentivi per l’acquisto di autovetture nella fascia con emissioni comprese tra 91 e 110 grammi di CO2 al chilometro. Il mancato gettito IVA ammonterebbe a 2,7 miliardi di euro.

Cosa far prima? Eh, non si sa. Questo capita quando la visione è scarsa come le risorse.

Buona giornata e buon caffè!

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Vincenzo Lettieri

Scritto da Vincenzo Lettieri

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