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Moderna, fondi UE e stop a benzina e diesel per Johnson

Riprendiamo la settimana e il nostro consueto racconto con una notizia importante che ulteriormente ci restituisce il senso della speranza in questi giorni animati e bui.

Il vaccino della societa’ statunitense Moderna ha dimostrato un’efficacia contro il Covid-19 pari al 94,5%. I risultati emergono da uno studio di fase 3 chiamato Cove “che ha arruolato piu’ di 30mila partecipanti negli Stati Uniti”, condotto in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, del National Institutes of Health (NIH), e il Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) del Dipartimento della salute degli Stati Uniti. “L’analisi sulla sicurezza – aggiunge Moderna – non ha segnalato alcun problema di sicurezza significativo”. Il vaccino risulta “sicuro e ben tollerato”. Rimane stabile ad una temperatura compresa tra 2 e -8 gradi per 30 giorni.

Sotto questo punto di vista, quindi, un punto in più rispetto a Pfizer.

Concentriamo la tazzulella di oggi, in modo particolare, su un’analisi di Oxford Economics che evidenzia che “l’effetto positivo dei fondi europei accordati all’Italia e alla Spagna per fare fronte ai danni causati dal Covid-19 sara’ limitato dalle difficolta’ nella programmazione e nella spesa di queste risorse, il che rende le attuali stime ufficiali sul Pil troppo ottimistiche.” L’economista Maddalena Martini ha indicato che “Italia e Spagna hanno storicamente incontrato persistenti ostacoli strutturali nella spesa dei fondi europei ed ancora oggi la performance del settore pubblico e la qualita’ delle istituzioni rimangono subottimali.”

Secondo l’analisi, infatti, l’Italia ha speso solo il 10% dei fondi europei nei primi quattro anni del Multiannual Financial Framework iniziato nel 2014, cercando poi di recuperare verso la fine del ciclo di bilancio. Questo chiaramente segnala la mancanza di un adeguato processo di programmazione e forse anche la scarsita’ di opportunita’ di investimento fattibili.

Questi elementi inducono Oxford Economics a ritenere che la spinta economica derivante dalle risorse Ue potra’ essere minore delle aspettative e potenzialmente dilazionata nel tempo. In particolare, il livello del Pil italiano nel 2022 potrebbe essere di 0,7 punti percentuali inferiore alle proiezioni e quello della Spagna di 0,4 punti piu’ basso. Nelle stime rese note la scorsa settimana, Oxford Economics prevede un calo del Pil italiano dell’8,6% nel 2020 (con -2% nel quarto trimestre), una ripresa del 4,9% nel 2021 (rivisto al ribasso da +6%) e un aumento del 3,9% nel 2022.

Flash:

  • Nissan Motor potrebbe vendere la sua partecipazione del 34% in Mitsubishi Motors.
  • Il premier britannico Boris Johnson dovrebbe annunciare questa settimana il divieto di vendita di auto nuove a benzina e diesel a partire dal 2030, cinque anni prima del previsto, secondo quanto riportano diversi media britannici.

Buona giornata e buon caffè!

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Vincenzo Lettieri

Scritto da Vincenzo Lettieri

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Bassolino assolto, ancora. Ed ora?