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La Fed non ha scaldato i cuori e la Bugatti forse sarà venduta

La riunione della Federal Reserve di mercoledì, la prima dopo il cambio di rotta sull’inflazione dell’agosto scorso, non ha fornito nuovi spunti: i tassi bassi rimarranno così almeno fino al 2023, per sostenere l’economia e il ritorno alla piena occupazione.

La conseguenza sulle principali piazze a livello mondiale è quella di una delusione che comporta il rosso un po’ ovunque, specie negli USA dove, probabilmente, ci si attendeva il lancio di nuovi stimoli aggiuntivi. Una notizia buona, però, c’è per gli Stati Uniti e riguarda l’occupazione.

Nella settimana al 12 settembre, i “claims” sono risultati pari a 860.000 unità, in calo di 33mila rispetto al dato della settimana precedente di 893 (884.000 unità la prima lettura). Il dato è peggiore delle attese che erano per un livello di 850 mila. La media delle ultime quattro settimane – in base ai dati del Dipartimento del Lavoro americano – si è assestata a 912.000 unità in contrazione di 61.000 rispetto al dato rivisto della settimana precedente. La media a quattro settimane viene ritenuta un indicatore più accurato dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana le forti oscillazioni osservate settimanalmente. Infine, nella settimana al 5 settembre, le richieste continuative di sussidio sono calate a 12.628.000, con un decremento di 916.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente (13.544.000).

Bank of England (BoE), come la Federal Reserve e la Bank of Japan, ha confermato il piano QE ed ha lasciato invariati i tassi di interesse ai minimi storici allo 0,10%, come ampiamente atteso. Quest’anno la BoE ha già effettuato due tagli al costo del denaro, che ad inizio anno era allo 0,75%.

L’Area Studi di Mediobanca, nell’aggiornamento annuale sui dati di bilancio aggregati delle principali imprese industriali e di servizi del nostro Paese, ha segnalato che “ nel 2020 si prefigura per i maggiori gruppi industriali una caduta del fatturato nell’ordine del 13%, con un andamento migliore per la manifattura, che potrebbe flettere in misura inferiore al 10%, attorno al 9%, tenuto conto che la sua produzione industriale a giugno ha riportato una riduzione del 4% sul mese di dicembre (-7,4% su luglio) e il quadro dovrebbe migliorare nella restante parte dell’anno”.

Tema assunzioni in Italia.

Nel primo semestre dell’anno sono state attivate dai privati 2.302.000 assunzioni. Forte contrazione (- 42%) rispetto allo stesso periodo del 2019 per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19 e delle conseguenti restrizioni (obbligo di chiusura delle attività non essenziali) nonché della più generale caduta della produzione e dei consumi. A diffondere i dati è l’Inps che ha pubblicato l’Osservatorio sul precariato.

Tale contrazione, particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), risulta progressivamente attenuarsi a maggio (-56%) e a giugno (-40%). Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però particolarmente accentuato per le assunzioni con contratti di lavoro a termine.

Flash:

  • Volkswagen e’ vicino alla vendita del marchio di vetture di lusso Bugatti alla croata Rimac Automobili
  • Andando a vedere nel dettaglio, nel mese di agosto, le immatricolazioni in Europa di Fiat Chrysler Automobiles sono quasi 50.600 vetture.

Buona giornata e buon caffè!

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Vincenzo Lettieri

Scritto da Vincenzo Lettieri

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