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Covid19 – La battaglia al fronte di infermieri, medici, operatori sanitari. Ecco perché dovremmo restare ancora in casa.

Il punto sulla situazione

Ci sono infermieri, medici, operatori sanitari in prima linea. Ci sono pazienti che la guerra la combattono ogni giorno, con la speranza che nessun polmone collassi. Conosco la speranza di chi ci spera, ammalata di tumore, che quel polmone non la uccida. Conosco il colore dei suoi occhi perché gli stessi mi hanno amata, cresciuta. Conosco ma non ho visto, lo stato in cui questo virus riesce ad annientarci. Per questo, come redazione di Real Inside vogliamo lanciare un segnale. Un segnale di riflessione e di preghiera, meditazione. Prendo le parole di un’infermiera (le prendo in prestito) e le allego a questo mio scrivere, conforme al credere che l’informazione deve essere verità: “Qualche giorno fa abbiamo mandato in rianimazione un 42enne.

Mentre gli stringevo la mano, lui mi ha implorata: ‘Ditemi che mi sveglio, ho due bambine a casa’. La mia mascherina si è riempita di lacrime.Nella mia vita da infermiera, ho pianto una volta a 18 anni e qualche volta quando sono mancati pazienti di lungo corso, a cui mi ero affezionata. Ora invece si piange tutti i giorni, soprattutto quando devi scrivere tre lettere: NCR. Non candidato alla rianimazione.
Lo sguardo dei malati è l’unico modo per comunicare tra noi col volto coperto e loro sotto il casco. E riusciamo a dirci tutto. Quando vanno in crisi, gli tocco le gambe, perché il resto del corpo è pieno di fili.
Quando sarà finito tutto, il mio sogno è andare a Marsa Alam e davanti al mare dimenticare tutto”

– Maria Cristina Settembrese, infermiera in malattia infettive.

E… allora restiamo ancora a casa. Dobbiamo restarci per tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta. Per tutti i nonni, gli zii, i fratelli, le sorelle, i papà e le mamme che non sono più accanto alle persone che amavano. Dobbiamo farlo perché in noi c’è ancora la fiammella della vita. Ne usciremo, ci rialzeremo. Resistiamo, per il bene delle persone che amiamo. Per il bene della nostra nazione. Per il bene del mondo. 

Commenti

  1. Il restare a casa, pur restando il più grande strumento di autotutela, è il più alto e nobile gesto d’amore verso chi non può permettersi di ammalarsi: medici e infermieri. Inoltre, è un forte arma per evitare di diffondere e ricevere il coronavirus.

  2. Molto toccante grazie Mary purtroppo io esco per lavoro altrimenti me ne starei buona buona a casa.Spero che tutti quanti lo abbiano capito per la salute propria e in particolare per gli altri.Piu si rispettono le regole e prima ne usciremo

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